Marco Focchi

COLLOQUI ONLINE

La rabbia di Cenerentola. Il caso di Maria

07/03/2016

Maria ha sessantasette anni quando viene da me per il primo colloquio. Il problema che l’ha portata a chiedere l’aiuto di una psicologa è singolare. Non è facile farla aprire, perché è molto timida e si inceppa spesso nello spiegarmi cosa la preoccupa. Succede che la domenica, quando si trova a pranzo a casa della sorella maggiore con gli altri fratelli, i suoi figli e i nipoti, il suo ruolo è quello di aiutare a preparare le pietanze, servire tutti gli altri a tavola, sparecchiare e mettere in ordine la casa quando la giornata volge al termine. “Spesso non digerisco neppure”, mi dice. Si sente umiliata e vorrebbe sottrarsi a quest’obbligo, ma non riesce a farlo.
Nel corso dei colloqui successivi, raccolgo gli elementi necessari a inquadrare la situazione.
I genitori di Maria, nati in un piccolo paese friulano, erano venuti a Milano per cercare un lavoro che consentisse loro di mantenere i tre figli già nati. A Milano nascono poi Maria e altri due figli. Maria si trova quindi a essere la figlia di mezzo, che i più grandi non considerano molto e che bada ai più piccoli per dare una mano alla madre. Frequenta la scuola fino alla terza media, poi resta a casa ad accudire i fratelli e, ad appena diciassette anni, comincia a lavorare in fabbrica. A vent’anni lascia il lavoro e si sposa con un uomo che la abbandonerà con i tre figli maschi qualche anno dopo. “Avevo voglia di uscire di casa”, ricorda, “l’ho sposato anche se sapevo che non era adatto a me”.
Così, torna nella casa d’origine, dove saranno sua madre e le sorelle nubili di Maria ad allevare i suoi figli, mentre lei riprende a lavorare in fabbrica per mantenerli e, più tardi, a stirare di notte per farli studiare all’università. Le sorelle di Maria seguono i ragazzi con dedizione e affetto. Si stabilisce un patto implicito in cui Maria, sentendosi in obbligo con loro, ricambia la domenica facendo i mestieri e stirando per tutti; il patto, sebbene i figli siano adulti e autonomi, continua silenziosamente a essere ribadito ogni domenica.
In una fase avanzata della terapia, Maria, che ha acquisito più sicurezza e consapevolezza, fa l’unico sogno della sua vita che ricordi al risveglio. L’interpretazione porta a vedere la rabbia intensa che Maria prova, pur non riconoscendola manifestamente, non solo per suo ruolo di Cenerentola, ma anche per il legame profondo e spontaneo che i suoi figli hanno con le sorelle. Nel sogno la rabbia è rappresentata da un uragano che rade a terra un intero paese: Maria teme che la sua aggressività venga fuori distruggendo i rapporti familiari e cerca di controllarla. Dalla seduta successiva, la leggera balbuzie di Maria scompare per sempre. Continuiamo a lavorare, tornando sui temi dell’autostima e della rabbia a lungo repressa e collegandoli alle dinamiche che connotano le relazioni familiari e quelle amicali, spesso nodose, di Maria. Finalmente Maria decide di parlare ai figli e alle sorelle.
Non è mai troppo tardi, potremmo dire, per cambiare qualcosa di sé se si ha motivazione e flessibilità.

Marco Focchi

Marco Focchi riceve in
Viale Gran Sasso 28 | 20131 Milano
Tel. 02.2665651
Email marcofocchi52@gmail.com
© Marco Focchi — Psicoanalisi, Psicoterapia, Società
Viale Gran Sasso 28, Milano